L’affidabilità potenziale del prodotto: la verifica di una corretta progettazione (seconda parte)

di | 30 Gennaio 2019

Avevamo visto nella prima parte di questo articolo il significato di una previsione di affidabilità.

Ci siamo chiesti poi se, una volta ottenuto ad esempio un calcolo MTBF, i dati ottenuti siano attendibili o meno.

Riprendiamo appunto da qui la nostra indagine, esaminando la veridicità del risultato raggiunto.

 

Certezza del risultato?

ProbabilitàOccorre innanzi tutto dire che la reliability fa parte del più vasto settore disciplinare del calcolo delle PROBABILITA’.

Di conseguenza, per utilizzare i metodi di previsione dell’affidabilità quantitativa in modo appropriato, è necessario essere consapevoli dei limiti di tali procedimenti. Come in tutti i modelli di ingegneria, anche quelli del tasso di guasto sono approssimazioni della realtà. Occorre insomma definire l’affidabilità in termini probabilistici.

I modelli di tasso di guasto si basano infatti sui migliori dati ottenuti sul campo per un’ampia varietà di componenti e sistemi. Questi dati vengono quindi analizzati e trattati, con molte ipotesi semplificative, per creare dei modelli utilizzabili. E dopo aver introdotto ulteriori ipotesi per i parametri di progettazione immessi, ad esempio lo stress a cui il prodotto è sottoposto, e la temperatura in cui viene utilizzato.

 

Confronti relativi

analisiPertanto non è opportuno trattare il risultato che otterremo come una previsione assoluta della percentuale di guasti sul campo. È generalmente accettato che queste previsioni di affidabilità possano essere molto buone se utilizzate per confronti relativi. Come può essere il raffronto di alternative di progettazione. O la comparazione tra prodotti similari.

Si noti inoltre che le previsioni di affidabilità non tengono conto della eventuale imprecisa lavorazione delle parti durante il ciclo produttivo. E neppure della eventuale qualità scadente dei componenti. O di un collaudo fatto impropriamente. Così come non viene previsto un imballo non idoneo del prodotto, o sue inadeguate utilizzazioni sul campo,  o eventuali errori nel firmware/software, ecc.

Vi sono insomma una serie di variabili che potrebbero invalidare i risultavi predittivi di affidabilità ottenuti.

Ma nel caso in cui l’apparato sia stato correttamente progettato per l’uso richiesto, si potrà indubbiamente ottenere una previsione del ciclo di vita molto verosimile. Limitando al massimo i malfunzionamenti. E avvicinandosi il più possibile alla realizzazione di un dispositivo “ideale”.

 

 Ed i costi?

costiMa quanto può costare a grandi linee applicare un sistema di controllo dell’affidabilità dei prodotti in una azienda?

Oggettivamente molto meno di quanto è costretta a spendere una realtà aziendale per gestire l’intera filiera dei resi e dei guasti. Che, come facilmente intuibile, può diventare un vero e proprio boomerang per un produttore. Sia in termini di costi che in termini di danno di immagine.

Soprattutto il calcolo MTBF si presenta come un processo economicamente poco oneroso rispetto agli indubbi VANTAGGI che arreca.

Vi sono aziende specializzate nel settore dell’elettronica che potranno facilmente fare una stima economica della previsione  MTBF di un dispositivo. E rilasciare poi un report dettagliato con tutti i dati riassuntivi dell’analisi. Solitamente occorre semplicemente consegnare una lista parti dell’apparato oggetto della stima. E la temperatura dell’ambiente in cui lavorerà l’apparecchiatura.

 

Vantaggi

Tali aziende che supportano i progettisti nella pratica dell’affidabilità predittiva testimoniano un dato significativo.  E cioè che, a fronte di un impegno economico immediato non eccessivo, i vantaggi finanziari (e non) sul lungo corso sono evidenti:

vantaggi· minore numero di SBAGLI e MODIFICHE di progettazione
· minore numero di MALFUNZIONAMENTI nel tempo
· costi minori di ASSISTENZA post-vendita
· minore numero di SOSTITUZIONI in garanzia
· maggiore capacità di stabilire tempi e tipi degli interventi di MANUTENZIONE
· crescita della REPUTAZIONE aziendale

Di conseguenza, chi comincia ad utilizzare la previsione di affidabilità difficilmente poi se ne priva.

Infatti durante la FASE DI SVILUPPO di un nuovo prodotto, il solo metodo a disposizione dei progettisti per calcolare il tasso di guasto di quanto si sta progettando è appunto quello PREVISIONALE. Focalizzare l’attenzione sui componenti con minore attendibilità ad esempio può risultare estremamente utile, in quanto l’affidabilità di un sistema non può essere superiore a quello dei suoi componenti più deboli.

 

Committenti

clientiE dunque chi richiede solitamente l’applicazione di una procedura di calcolo di affidabilità come l’MTBF?

Spesso e volentieri si tratta direttamente della committenza. Che lo chiede al proprio progettista o costruttore onde ottenere un progetto il più idoneo e affidabile possibile. I produttori di apparecchiature originali (OEM) guardano con molta attenzione all’affidabilità di ciò che producono, hanno fiducia nei progetti che stanno realizzando, ed investono risorse preventive allo scopo.

In alcuni casi poi vi sono opportune disposizioni di normativa tecnica che lo impongono di per sé. Al fine di uno svolgimento tecnologico adeguato del progetto esecutivo.

Un altro tipo di mandatario è quello che si accorge che nella sua azienda si sono alzati troppo i costi derivanti dai guasti dei suoi prodotti. Per cui è indotto a cominciare ad applicare questi tipi di valutazione per cercare di limitare tali difettosità.

Ci sono anche disposizioni legislative che prescrivono la necessità di immettere sul mercato beni o servizi di alta qualità e attendibilità. Ad esempio in tutte quelle casistiche in cui il deterioramento o il guasto del prodotto potrebbe generare pericolo per cose e persone o anche per l’ambiente.

affidabilitàIn tutti questi casi, uno studio affidabilistico può diventare un importante fattore di supporto e guida. Per tutti coloro che intendano quantificare a priori la possibilità di successo di ciò che è stato ideato e verrà poi venduto. Evidando di incorrere, come già detto, in ricadute economiche future dovute a effetti collaterali che non erano stati previsti. Insomma uno  strumento che, se correttamente utilizzato, può contribuire alla efficienza generale di tutta la filiera aziendale.

 

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