I 4 vantaggi dell’esternalizzazione (prima parte)

di | 20 Marzo 2019

quattro vantaggi della esternalizzazioneL’esternalizzazione (outsourcing in inglese, letteralmente “approvvigionamento esterno”) è un processo con cui le aziende delocalizzano ad imprese o collaboratori esterni alcune attività anziché svolgerle internamente all’azienda stessa.

A voler essere più precisi, i due termini hanno in realtà un senso non del tutto identico.

Il significato di esternalizzazione è quello di fare uscire dall’azienda una attività che è già stata sviluppata al suo interno. Mentre outsourcing significa che si stanno ricercando all’esterno risorse che non si posseggono, che non sono cioè mai state svolte o affrontate.

In questo breve contesto non terremo conto del differente significato “letterale” dei due termini. Anzi li utilizzeremo indistintamente. Per significare una dinamica di collaborazione esterna all’impresa, in sinergia strettissima.

 

Ampiezza del dibattito

La letteratura a favore o contro tale pratica è ampia e dibattuta. E passa da posizioni di netto favore ad altre che esprimono scetticismo se non risoluta opposizione.

esternalizzazioneL’ampiezza stessa del dibattito denota comunque il grande interesse in merito. Non a caso tra i vari settori lavorativi in crescita in questi ultimi anni, la tendenza alla collaborazione tra organizzazioni si pone come processo trasversale. A prescindere appunto dai settori di appartenenza.

Negli ultimi anni è divenuto sempre più frequente il ricorso all’outsourcing. Ciò in virtù di varie caratteristiche che rendono tale mercato dello svolgimento di servizi “collaterali” molto utile e accattivante. Se non addirittura vincente.

 

Applicabilità

Si pensi ad esempio al mercato della gestione del personale. Fino a qualche anno addietro vi era una scarsissima diffusione di agenzie interinali operanti nel mondo del lavoro per la selezione, formazione, proposta e gestione di forza lavoro. Mentre ad oggi moltissime strutture, grandi e piccole, si avvalgono abitualmente della loro collaborazione.

O pensiamo a settori più specifici, quali la gestione della Qualità o della Sicurezza o della Privacy. In tutti questi ambiti tali attività vengono spesso demandate a professionisti esterni adeguatamente preparati in merito, data la specificità e la criticità delle leggi a cui ci si deve omologare.

Così come spesso avviene per il marketing e la comunicazione. Le imprese investono sempre più spesso e volentieri in operazioni di marketing. Delegando ad apposite agenzia (o a influencer marketing) una gestione strategica del loro brand. E nella maggior parte dei casi in maniera continuativa.

Gli esempi di decentramento degli incarichi professionali sono i più disparati. Si pensi alle mansioni di manutenzione di vario genere e tipo. Oppure ai servizi informatici. Piuttosto che agli affari legali, alle ricerche di finanziamenti, ai progetti di delocalizzazione, alla logistica. O anche a cose più semplici quali le pulizie, la portineria o la mensa aziendale.

 

4 punti

Trasversalmente agli svariati ambiti che possono prevedere un interscambio di competenze tra persone o enti, vi sono comunque determinati concetti o osservazioni che sembrano abbastanza generalizzabili. A prescindere dall’essere strettamente fautori dell’esternalizzazione o meno.

QUATTROCi sono sembrati essenzialmente dei significativi vantaggi. Sia per chi affida un lavoro che per chi lo accetta ed esegue.

Li abbiamo riassunti in 4 punti, per maggiore sintesi e chiarezza.

Vediamoli nel dettaglio.

 

1 – Accedere a competenze specifiche: professionalità

Il primo punto è anche quello che sembra più scontato da analizzare. Nel senso che, nella maggior parte dei casi, si ricorre ad una collaborazione esterna all’impresa proprio per ovviare a carenze di competenze specifiche di cui si ha bisogno in quel momento.

Ciò accade poiché la filiera delle esperienze e capacità necessarie all’interno di una struttura è continuamente in divenire.

Nuovi obblighi burocratici, dinamiche del lavoro, evoluzioni tecnologiche, variegati ambiti di mercato, applicazioni di nuove leggi, sollecitazioni da parte di clienti e fornitori… Tutto concorre a produrre una realtà di capacità e abilità lavorative che si modificano.

outsourcingE di cui si può avere una necessità anche sporadica. Ad esempio chiedere la collaborazione momentanea di un ingegnere che programma in Python in una realtà aziendale in cui si è sempre usato solo Java o C++. O ad installatori che devono progettare un impianto complesso di controllo accessi non essendosi mai cimentati in quell’ambito.

Conviene assumere nuovo personale? Non sempre. Gli andamenti appunto si evolvono e cambiano. Ciò che era necessario in un determinato momento potrebbe non esserlo più nel giro di qualche mese.

Un collaboratore esterno, l’ingegnere che programma in Python del nostro esempio, può essere chiamato temporaneamente in aiuto dell’ufficio tecnico. Per poi esserne rimosso quando non ce ne sarà più la necessità. Lasciando il posto probabilmente ad un nuovo esperto, di robotica ad esempio, di cui ci occorrono le specificità professionali.

Così come l’installatore, dopo aver strettamente collaborato con lo specialista di controllo accessi, apprenderà a sua volta tecniche e strategie che gli consentiranno di essere indipendente nella progettazione dell’impianto successivo.

Questa tipologia “spot” di prestazione e cooperazione, ci introduce al punto successivo.

 

2 – Flessibilità della collaborazione: economicità

La flessibilità del processo di outsourcing è una delle sue maggiori qualità.

È evidente infatti che una prerogativa non da poco risiede nel fatto che, non essendo obbligatorio assumere qualcuno per svolgere una nuova mansione, si riducono di molto i rischi di fare impresa. Soprattutto relativamente ai costi di personale. La vasta proposta di collaborazione esterna permette infatti all’imprenditore di poter risparmiare almeno su queste spese fisse come mai in passato.

Peraltro i costi del personale sono una delle voci più onerose per una azienda. Immobilizzando capitale ed essendo per di più spesso in crescita (almeno di pari passo con gli scatti di anzianità dei dipendenti).

La riduzione dei costi è oggi uno degli obiettivi primari di molte aziende italiane. Non essendo purtroppo sempre possibile aumentare i ricavi, ridurre almeno l’incidenza delle spese fisse risulta fondamentale.

tempo costo qualitàEssendo gli stipendi dei dipendenti, con i relativi contributi, una delle voci di spesa più consistenti in un budget aziendale, riuscire ad esternalizzare alcune funzioni magari non primarie (ad esempio i servizi di segretariato, o quelli di marketing) può veramente tornare utile.  Evitando all’imprenditore di sobbarcarsi la spesa di altro personale interno.

Ulteriori costi che possono essere elusi servendosi di collaboratori esterni sono quelli inerenti all’acquisto di eventuale attrezzatura specifica necessaria per compiere un determinato lavoro. Attrezzatura di cui è facilmente dotato un libero professionista.

Così come si possono sicuramente abbattere le spese per la formazione dei dipendenti. Formazione che sarebbe ovviamente necessaria in caso di nuovi incarichi da suddividersi tra l’abituale personale interno.

Per tutti questi motivi, l’economicità del lavoro esternalizzato sembra essere abbastanza evidente.

 

CONTINUA A BREVE…

 

immagini pixabay.com

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